SCARLET NABI EXILE

mercoledì 26 giugno 2019

MILLION YEN WOMEN







MILLION YEN WOMEN






VOTO: 9
DISPONIBILITÀ: Netflix

Inspiegabilmente cinque donne si presentano a casa di uno scrittore poco conosciuto, Shin Michima (un omaggio scherzoso a Mishima?), e cominciano a vivere con lui pagandogli un affitto di un milione di yen al mese in cambio di vitto, alloggio e assistenza. Chi sono queste ragazze? Chi ha spedito gli inviti? Qual è l’ombra che si nasconde nel passato di Michima e perché qualcuno continua a perseguitarlo con fax pieni di insulti?
Grazie all’intervento di una delle sue nuove inquiline, Shin raggiunge finalmente il successo di vendite e di critica con il suo romanzo “Emozioni alla Deriva”, rivaleggiando sugli scaffali con un altro giovane autore, Yuzu Hanaki (interpretato dall’attore Tomoya Nakamura, già noto per altri drama) che è un ragazzo bello e vanesio.

Questo drama parte come uno slice of lifeun po’ atipico per trasformarsi in un giallo del quale ovviamente non posso svelare nulla.

Ho apprezzato molto l’argomentazione sul concetto di Arte articolata attraverso le diverse prospettive di Shin, Yuzu, e Nanaka – una delle donne, che è una famosa attrice. Mi pare che Shunjû Aono, autore del manga originale, abbia voluto fare una riflessione sulla diade scrittore / lettore e sul ruolo del consumatore cartaceo nella società contemporanea: nell’era dei PC, degli e-reader e degli smartphone, Shin. scrive a mano e possiede un apparecchio per i fax!
Particolarmente ben riuscita la caratterizzazione del personaggio dell’editor Seiji Sakurai, archetipo dell’uomo medio. Buono e leale che, quando Michima raggiunge il successo fa di tutto per supportarlo.
Amo molto le serie (anime, manga,drama…) ambientate nel mondo dell’editoria; quelle in cui i protagonisti sono scrittori o mangaka. Penso che consentano di scorgere qualcosa del meccanismo nascosto dietro al prodotto finito che il pubblico si gode, spesso senza pensare. Ma MILLION YEN WOMEN *100万円の女たち *(il titolo forse strizza l’occhio a MILLION DOLLAR BABY) non è solo la rappresentazione di un microcosmo dinamico , quanto una sbirciata a una parte del Sistema che noi normalmente non vediamo.

PICCOLO SPOILER
Spero nella produzione di una seconda stagione, anche se un evento alla fine di questa prima parte fa pensare che sia stata concepita come auto-conclusiva, o che comunque si dovrebbe cambiare completamente scenario. Si tratta di un avvenimento che ricorda moltoFULLMETAL ALCHEMIST, il “3 ottobre -11” e il non poter più tornare indietro. Mi riferisco a un fatto che si ricollega benissimo anche al libro che sto leggendo adesso, LA MACCHINA DELLA FELICITÀdi Katie Williams in cui una delle protagoniste – Valeria – fa proprio questo: curiosa dietro le quinte del gioco.

MILLION YEN WOMEN è un drama che mi ha piacevolmente sorpreso in un panorama in cui ci sono decisamente troppi romance. Qui c’è un tocco di rosa che però non domina la trama, ma anzi serve a introdurre nuovi argomenti e per approfondire le considerazioni sull’amore, il sesso e l’abbandono.

 & ZOROKUALICE: 


Recentemente, mi sto appassionando ai cosiddetti “retelling” e, dato che uno dei miei libri preferiti è ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE, ovviamente mi è piaciuto l’anime intitolato ALICE & ZOROKU (アリスと蔵六). Le premesse non sono tra le più originali. La piccola Sana riesce a scappare da un istituto nel quale si fanno esperimenti e incontra fortunosamente il vecchio Zôroku e decide di andare a vivere da lui. L’uomo ha una nipotina che si chiama Sanae (quindi il suo nome è molto simile a quello di Sana) e, dato che la ragazzina è carina e gentile, si prende cura di Sana. Tuttavia bisogna dire una cosa: Sana è un po’ particolare: è nata in un luogo chiamato Wonderland ed è in grado di far materializzare qualsiasi cosa pensi o desideri. Un giorno, Sana incontra Hatori Shikishima, una ragazza in grado di bloccare le persone e purtroppo nel corso di un incidente Sanae e Zôroku vengono stoppati spaventando molto Sana che invece resta immune al potere. A …
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Pubblicato da scarlet cage alle 18:22 Nessun commento:
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Etichette: drama, Giappone, Netflix

ARRIVEDERCI PROFESSORE



VOTO: 7

Dunque... Ottima l'interpretazione di Johnny che è tornato in piena forma, sia fisica che recitativa.
Per me è stata una sorpresa anche Odessa Young, che interpreta la figlia ma, a giudicare da Wikipedia in inglese, parrebbe abbastanza famosa (Ed è AUSTRALIANA!! ♥️♥️) Però la trama del film mi è sembrata banale, un incrocio tra UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA e L'ATTIMO FUGGENTE, con un messaggio già sentito. E nel finale Johnny cita se stesso 

Pubblicato da scarlet cage alle 13:43 Nessun commento:
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Etichette: Australia, cinema, Johnny Depp

MYRNA



Sergio Algozzino / Deborah Allo, Tunué

VOTO: 8.5

Myrna è una ragazzina nata sotto la maledizione di un’ombra, che le ha dato uno strano potere oscuro: tutto ciò che tocca direttamente a mani nude muore – e per questo indossa delle bende, ma questo non vale per le piante che al contrario, con il suo tocco rifioriscono.
Myrna scapperà di casa per sfuggire alla minaccia dell’ombra e giungerà al castello di Uilliam (scritto proprio con la “U”), che vede in lei un dono, anche se la giovane pensa di aver rovinato la vita dei suoi genitori, e forse anche la sua imponendo mille limitazioni. Il negromante Uilliam ha costruito una villa in cui si raduna un gruppo di bambini ma, con la scusa di tenerli al sicuro dal mondo esterno, l’uomo li tratta come servi facendosi chiamare “Signore”: questa, anche se è solo un’etichetta, marca una forte gerarchizzazione di quel microcosmo sociale.
Nella creazione di un luogo separato dal resto ho rivisto LA CASA DEI BAMBINI SPECIALI DI MISS PEREGRINE da cui Tim Burton ha tratto un bel film con Eva Green, anche se forse per poter dare un giudizio più accurato dovrei aver letto i libri di Ransom Riggs.
Anche i disegni hanno un che di burtoniano, vicino alla ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE in versione gotica ideata da Stefano Bessoni. Infatti, alcune scene sono davvero forti e i colori sono molto cupi, ad eccezione degli sprazzi di luce dati dalla folta chioma rossa di Myrna – che ha l’aspetto celtico di Merida di RIBELLE della Disney-Pixar. - e dai fiori che, toccati dalla protagonista sembrano risplendere. In mezzo ai toni scuri della storia, mi è piaciuto molto il modo in cui è stata resa la trasparenza della serra di Villa Uilliam, con semplici segni bianchi non troppo precisi.

Dal punto di vista narrativo, la trama rimanda alla dimensione del mito: Medusa la pietrificatrice o Re Mida che trasformava tutto in oro. Pensando a Mida mi è quindi venuto in mente il libro THE GLASS SPARE di Lauren Di Stefano, retelling al femminile della celebre leggenda che, forse proprio per questa componente, si avvicina ancora di più a MYRNA E IL TOCCO DELLA MORTE (sto aspettando con ansia di poter leggere la duologia della Di Stefano, magari tradotta in italiano!)

Abbiamo poi un plot twist inatteso nello scoprire che Uilliam ha un figlio. In questo ho visto una bella riflessione sull’essere padre: Uillam non accetta il piccolo incolpandolo anche della morte della moglie, tanto da non avergli nemmeno dato un nome. Si tratta di qualcosa di molto simile a quanto avviene in IL GIARDINO SEGRETO: qui il bambino – Colin – è certamente cagionevole ma non ci sarebbe ragione per tenerlo rinchiuso in una stanza perché, se curato con amore, il ragazzo potrebbe perfino camminare. Ancora una volta mi riferisco alle trasposizioni del romanzo di Frances Hodgson Burnett e non al libro cartaceo, che ho appena ordinato e conto di poter leggere presto.

Una sola cosa non mi è piaciuta di MYRNA E IL TOCCO DELLA MORTE ed è un problema che ho riscontrato con moltissime altre graphic novel o fumetti auto-conclusivi, ossia l’eccessiva rapidità con cui si svolgono gli eventi. Tuttavia riconosco che questo potrebbe essere un problema mio, dal momento che io sono abituata a leggere manga, ovvero opere seriali impostate su una narrazione lunga.  



Pubblicato da scarlet cage alle 13:08 1 commento:
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Etichette: fumetti, graphic novel, Italia
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